Il Farinello comune è una delle specie annue più comuni che infestano gli orti e viene utilizzato nella tradizione culinaria di molte regioni. Tra i nomi dialettali con cui è conosciuto spiccano: Farinei, Farinele, Cadoni, Chenopodio bianco, Farinet. Facilissimo di riconoscere e dal gusto delicato, si usa cotto come gli spinaci e si sposa bene con ogni pietanza. Il suo nome volgare si riferisce alle minutissime scaglie bianche (pruina) che ricoprono tutta la pianta, soprattutto la pagina inferiore delle foglie, simili appunto ad una farina.

Chenopodium album, detto farinello per la caratteristica pruina farinosa che copre tutta la pianta
Chenopodium album o Farinello. Fino a questo stadio si può usare intera.

Dove lo trovo?

Distribuzione di Chenopodium album (fonte: http://linnaeus.nrm.se/flora/di/chenopodia/cheno/chenalb.html)
Distribuzione di Chenopodium album (fonte: http://linnaeus.nrm.se/flora/di/chenopodia/cheno/chenalb.html)

Distribuzione: Cosmopolita. In Italia è comune in tutte le regioni.

Habitat: Cresce in vegetazioni ruderali lungo le strade, in campi abbandonati, orti, giardini, fossi, su suoli da aridi a freschi. Predilige i suoli ben concimati, ma non disdegna anche i suoli poveri smossi, dal livello del mare alla fascia subalpina.

Quando lo raccolgo?

In tarda primavera le giovani piantine infestano gli orti e i terreni smossi concimati. Quando spuntano sono riconoscibili dalla caratteristica forma dei cotiledoni, ovali-allungati e carnosi, coperti da una “farina” bianca e con margine arrossato.

Farinello - giovane piantina: le prime due foglioline (opposte) sono in realtà i cotiledoni, quelle superiori (alterne) cominciano ad assumere la caratteristica forma romboidale, crenato-dentata
Farinello – giovane piantina: le prime due foglioline (opposte) sono in realtà i cotiledoni, quelle superiori (alterne) cominciano ad assumere la caratteristica forma romboidale, crenato-dentata

Come lo uso?

Quando la pianta è giovane si utilizza intera, togliendo solo la piccola radice. Delle piante adulte si usano solo le foglie. Si utilizzano lessate, cotte al vapore o in padella e sono utilizzate come contorno, come ripieno di ravioli e torte salate, nei risotti, o per insaporire gnocchi e quenelles.

Semi: è un possibile sostituto del grano. Si può ricavarne una farina, da usare mista ad altre. Pare che Napoleone, in tempi di provviste scarse, lo utilizzò per ricavare farina per il suo esercito.

Conservazione:

Dopo averli scottati in acqua possono essere congelati.

Riproduzione:

Pianta annuale infestante, arriva generalmente da sola senza bisogno di coltivarla. Se proprio amate le sfide (contenerla gli anni successivi) basterà raccogliere i semi in natura e buttarli sul terreno nudo in autunno o in primavera.

Curiosità:

I Romani lo coltivavano come ortaggio. Si dice che gli Atzechi lo utilizzassero per ricavare una farina dai suoi semi. E’ stretto parente della ormai famosissima quinoa (Chenopodium quinoa Willd.)

Chenopodium album L.

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