Il Buon Enrico, o Spinacio selvatico, appartiene alla stessa famiglia dello spinacio. Le sue foglie vengono utilizzate circa allo stesso modo. I teneri germogli primaverili si mangiano come gli asparagi e i semi possono essere usati per fare una farina commestibile.

Chenopodium bonus-henricus
Chenopodium bonus-henricus – la pagina inferiore delle foglie è “farinosa” al tatto.

Dove lo trovo?

Distribuzione: Circumboreale (Europa, Asia, Nord America)

Habitat: In montagna, dai 500 ai 2000 metri. Suoli ben concimati (spesso vicino ai mucchi di letame, come l’ortica), pascoli pingui, nei pressi delle malghe.

Quando lo raccolgo?

Si può raccogliere dalla primavera fino all’autunno, anche durante e dopo la fioritura.

Come lo uso?

Foglie crude: sono amare e contengono acido ossalico e saponine, quindi meglio cuocerlo.

Foglie cotte: l’acido ossalico e le saponine vengono per la maggior parte degradati durante la cottura, rendendolo un ottimo sostituto dello spinacio. Rispetto alla varietà coltivata vanta più o meno il triplo di vitamine e minerali. Lo spinacio selvatico è ricco di Ferro, Calcio, Fosforo, Potassio, Vitamina C, Tiamina, Magnesio, Riboflavina, Niacina, Sodio, Zinco, Vitamina B6, Vitamina B12, Vitamina A, Vitamina E, Acido pantotenico, Folati etc…

Germogli: sono molto apprezzati, raccolti e preparati come gli asparagi (tagliare alla base quando è alto circa 12 cm).

Semi: è un possibile sostituto del grano. Bisogna lasciarlo in ammollo tutta la notte e sciacquarlo per rimuovere le saponine, come il suo parente Quinoa. Si può ricavarne una farina, da usare mista ad altre.

Conservazione:

Foglie congelate (scottarle prima).

Riproduzione:

Da seme: la germinazione non richiede stratificazione. Le piante adulte si propagano da sole molto facilmente (se il suolo è ben concimato)

Divisione: Si possono dividere e trapiantare i rizomi in primavera.

Chenopodium bonus-henricus (L.) Rchb.

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