Ogni estate preparo almeno un paio di vasetti di questo delizioso sciroppo, come rimedio invernale per il mal di gola o la tosse. Ma perché limitarsi alla cura dei malanni? Il suo profumo ricorda le calde giornate estive in montagna e il suo sapore è delicato e complesso…assolutamente unico! Così con una breve “riduzione” si trasforma in un nettare denso e profumato, ideale da gustare con formaggi, gelato o frutta (provate con le mele!).

sciroppo di pino mugo

Ingredienti:

  • Pigne giovani di Pinus mugo (raccolte in giugno-luglio)
  • Zucchero
  • Vaso di vetro (tipo bormioli grande)
  • Sole!

Preparazione:

Raccogliere le pigne in montagna, possibilmente lontano da strade trafficate. Il periodo ideale cambia in funzione della stagione, devono essere ancora immature, chiuse, di colore verde leggermente virante al rosa.

Riempire il vaso di vetro con le pigne e coprire con lo zucchero fino all’orlo. Chiudere con il tappo. Lasciare il vaso al sole (sul davanzale della finestra) per tutta l’estate, scuotendolo ogni tanto. Gradualmente lo zucchero si scioglierà portando con sé i preziosi olii balsamici delle pigne.

Può capitare che sul fondo del vasetto rimanga un deposito di zucchero che proprio non vuole sciogliersi: questo accade perché la soluzione è satura, quindi non si scioglierà più.

Facoltativo: le Ginevrine

Per non sprecarlo si possono fare delle ottime Ginevrine di zucchero, che conservano il prezioso profumo del mugo.

ginevrine

Basterà sciogliere lo zucchero in un pentolino con pochissima acqua (circa 2 cucchiai ogni 100g di zucchero) e cuocere a fuoco lento finché assumerà l’aspetto di una glassa.

ginevrine

Togliere dal fuoco e, con un cucchiaino, far cadere tante gocce separate su di un foglio di carta forno. Lasciatele raffreddare per circa un’ora.

ginevrine

Quando sono ben solidificate, le caramelle tendono a staccarsi da sole dal foglio. Io le lascio “asciugare” qualche giorno, prima di travasarle nel loro contenitore finale, per evitare che l’umidità le trasformi in una massa appiccicosa.

Sciroppo di Pino mugo

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19 pensieri su “Sciroppo di Pino mugo

  • luglio 1, 2016 alle 15:34
    Permalink

    Io ho raccolto le estremità. Dei rami non erano propio pignie ma mazzetti di aghetti verde chiaro molto morbidi. Va bene lo stesso?

    Rispondi
    • luglio 10, 2016 alle 11:13
      Permalink

      Ciao Romina! le gemme vanno bene lo stesso per fare un ottimo sciroppo, però la pianta ne soffre un po’. Si usa lo stesso procedimento delle pigne. Non preoccuparti se cambiano colore dopo qualche giorno al sole, è normale.

      Rispondi
  • luglio 14, 2016 alle 23:43
    Permalink

    Ho notato che nel vasetto chiuso ermetica mente si forma in breve del gas per la trasformazione dello zucchero e quindi sono costretto ad aprirlo per evitare che possa scoppiare. E successo anche a voi? GF

    Rispondi
    • luglio 15, 2016 alle 06:31
      Permalink

      Il gas si forma quando, accidentalmente, si avvia il processo di fermentazione. E’ capitato anche a me di tanto in tanto. Succede quando c’è dell’acqua nel vasetto (pigne umide, vasetto non perfettamente asciutto, etc). Le pigne immature contengono infatti lieviti naturali. Generalmente i lieviti muoiono in breve tempo, quindi aspetta a buttarlo. Altrimenti si può usare come eccellente lievito per fare la birra o il pane. Personalmente non ho ancora provato, ma è uno degli esperimenti che intendo tentare a breve. Per evitare la fermentazione assicurati di usare pigne e vasetti asciutti (sterilizzati). Se le raccogli in una giornata umida, lasciale asciugare all’aria un paio di giorni prima di invasettarle.

      Rispondi
  • agosto 2, 2016 alle 17:20
    Permalink

    Io uso lo stesso procedimento ma poi con poca acqua calda lavo le pignette messe in un colapasta e i vasi. Aggiungo tutto allo sciroppo e metto su fuoco basso finché lo zucchero in eccesso si è sciolto. Filtro con un colino e quando è freddo aggiungo alcool. Ottimo in inverno come punch con acqua calda o tisana. Regalo di Natale molto apprezzato dagli amici.
    Giulia

    Rispondi
    • agosto 4, 2016 alle 20:40
      Permalink

      Grazie Giulia! l’aggiunta di alcol è un interessantissimo upgrade della ricetta. Non vedo l’ora di provare il punch, come da tue indicazioni, questo inverno…

      Rispondi
  • agosto 4, 2016 alle 18:40
    Permalink

    Ciao, io ho preparato lo sciroppo di pino mugo solo con zucchero e sole ma sono passati ormai due anni ( ne avevo fatto parecchio). L’ho conservato chiuso in frigo. Secondo te è ancora buono o rischio di prendermi qualche strana intossicazione?? Mi dispiacerebbe buttarne via quasi due chili…
    grazie

    Rispondi
    • agosto 4, 2016 alle 20:54
      Permalink

      Ciao Luigi, mi chiedi davvero troppo perché molto dipende dalle condizioni iniziali (es. sterilizzazione dei barattoli, concentrazione di zucchero) e dalla conservazione. Personalmente non rischierei. Per di più, quest’anno sei ancora in tempo per farne uno nuovo, se ti affretti!

      Rispondi
  • agosto 23, 2016 alle 10:38
    Permalink

    Ciao, io ho raccolto le pigne ancora premature di colore verdognolo tendente al rossiccio; le ho tagliate a metà e le ho messe in un vaso bormioli grande. A questo punto ho messo lo zucchero come hai detto fino all’orlo. E’ passata una settimana e ogni giorno sono andato a scuoterlo in modo che lo zucchero non si depositaasse sul fondo; ora lo zucchero si è sciolto quasi tutto, il mio dubbio è: devo aggiungere ancora zucchero o lo sciroppo è pronto così?

    Rispondi
    • agosto 23, 2016 alle 14:55
      Permalink

      Ciao Alessandro! intanto complimenti per la passione che ci metti: tagliarle e scuoterle ogni giorno richiede un lavoro notevole. Una settimana: direi che è ancora presto, io le lascio tranquille nel loro sciroppo, al sole, per almeno un mesetto. Per l’eventuale aggiunta di zucchero: lo sciroppo è pronto così! Basterà travasarlo in bottiglie sterilizzate e si conserverà tutto l’anno senza problemi.

      Rispondi
      • agosto 23, 2016 alle 15:12
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        Grazie mille per il consiglio! Buon fine estate, ciao!

        Rispondi
  • agosto 28, 2016 alle 13:44
    Permalink

    Salve io le ho raccolte un po in ritardo, ma ,nonostante aver sterilizzato i vasi ed asciugato le pigne, penso sia partita una fermentazione(coperchi convessi e si fa fatica a renderli concavi, anche con molta pressione), devo buttar via tutto? Grazie.

    Rispondi
  • settembre 1, 2016 alle 07:22
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    È la prima volta chiedo le pigne vanno tagliate o lasciate intere.?grazie

    Rispondi
    • settembre 10, 2016 alle 07:45
      Permalink

      Io le lascio intere

      Rispondi
  • settembre 3, 2016 alle 14:47
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    Ciao a tutti, ho raccolto le pigne, invasate con zucchero ed esposte al sole per un mese circa. Ho ottenuto lo sciroppo, quindi travasato in vasetti più piccoli e chiusi ermeticamente. Alcuni presentano lievi tracce di muffa in superficie. Cosa faccio butto tutto o posso far bollire lo sciroppo allo scopo di sterilizzarlo e quindi riutilizzarlo ?

    Rispondi
    • settembre 10, 2016 alle 07:43
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      Ciao Ugo, purtroppo temo che ti convenga buttare tutto. Con le muffe non si scherza, possono essere molto dannose per la salute. Probabilmente la contaminazione è avvenuta nella fase di travaso nei vasetti più piccoli: forse non erano ben sterilizzati, non perfettamente asciutti oppure le spore erano presenti nell’ambiente dove hai effettuato l’operazione. Che peccato! La prossima volta andrà meglio…non arrenderti!

      Rispondi
  • novembre 13, 2016 alle 12:08
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    buongiorno vorrei sapere il periodo dell anno giusto per la raccolta delle pigne .grazie

    Rispondi
    • novembre 13, 2016 alle 12:43
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      Dipende dal luogo di raccolta e dall’andamento della stagione. Generalmente varia tra i primi di luglio e metà agosto. Se a bassa quota risultano già troppo lignificate, è sufficiente “alzarsi” in quota, dove maturano più tardi.

      Rispondi

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